Rassegna Stampa 2012

Giovani e Lavoro, le imprese innovative dell'I3P

Per fare un’impresa ci vuole idea. Ma non basta. Lo sanno bene tutor e responsabili di I3P, l’incubatore di imprese innovative nato al Politecnico di Torino ormai 13 anni fa. Il più vecchio, e ora anche il più grande incubatore d’Italia che aiuta gli aspiranti imprenditori a mettere su gambe concrete le loro idee e trasformarle in start up. “Nei nostri 13 anni di vita sono ‘diventate grandi’ nei corridoi di I3P oltre 140 aziende in tutti i settori, con un elevato tasso di successo” racconta il presidente Marco Cantamessa. Il segreto? Non uno ma tanti. Prima di tutto la vicinanza e la collaborazione con il Politecnico di Torino, che è una fabbrica permanente di idee e competenze.I tutor di I3P visitano regolarmente i laboratori del Politecnico a caccia di progetti con elevata potenzialità. E da quegli stessi laboratori arrivano idee e progetti che hanno le carte in regola per diventare imprese. E se non le hanno, è proprio a I3P che trovano competenze, suggerimenti e consulenze per costruirle. Hanno tre anni di tempo, poi devono reggersi sulle loro gambe e affrontare il mercato.
Risorse 18_Dicembre 2012

Tra idee geniali e senso per il business

Il segreto per creare una nuova impresa secondo l’Incubatore I3P: formare un team solido Affinità e competenze devono stare insieme per far crescere il progetto e arrivare al mercato Per mettere in piedi un’impresa basta una buona idea? La domanda può sembrare banale, ma la risposta non lo è affatto. No, non basta una buona idea. E lo sanno bene a I3P, l’Incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino, dove da tredici anni insieme alle idee si lavora con cura per mettere insieme tutti gli ingredienti in grado di trasformare un’idea di impresa in un’azienda vera e propria. Il “segreto del cuoco”, da queste parti, è la formazione dei team. [...] Qualche esempio. Aqvatech è un’azienda nata appena due fa dall’idea di un giovane ricercatore torinese appassionato di nuoto e sport subacquei. Alessandro Buresta ha pensato di rivoluzionare radicalmente il sistema degli allenamenti in piscina. [...] Un altro esempio, in tuttaltro settore, è Brainer. Brainer nasce nel 2006 dall’idea di un medico. Giancarlo Bertoldi, neurologo, socio fondatore e attuale presidente della società, che ha avuto l’idea di sviluppare programmi di training mentale e di stimolazione intellettiva complessa che avessero una validità clinica e che potessero essere usati da persone sane ma anche da anziani e da malati, soprattutto quelli di Alzheimer.
Corriere Artigiano_Dicembre 2012

Una scommessa sulla telecardiologia

Di telemedicina si sente parlare ormai da tempo, e qualche applicazione è arrivata anche nella pratica medica di tutti i giorni. Ma il monitoraggio a distanza dello stato della salute dei pazienti e la trasmissione dei relativi dati stenta a decollare davvero. [...] A parlare è Alessandro Sappia, presidente e amministratore delegato di Biotecheware, azienda torinese specializzata nella produzione di sistemi di telemedicina all'avanguardia. [...] Per passare all'idea di business ci sono voluti 18 mesi di lavoro a fianco con gli analisti di mercato dell'Incubatore Imprese Innovative del Politecnico di Torino.
Le scienze_ Dicembre 2012

Tiny Bull Studios è la startup dell’anno di Treatabit

E’ stata una software house specializzata nella creazione di videogiochi a vincere la competizione organizzata da Treatabit, il programma di supporto per i progetti digitali dell’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino (I3P). Sul podio, allestito martedì sera al Jazz Club, anche Regalister e Gnammo, alcuni dei 20 team che, da novembre 2011, hanno lanciato il loro prodotto o servizio online. La serata ha permesso di far presentare direttamente dai protagonisti di questa nuova frontiera del “business a colpi di click” le loro idee, i loro sogni, gli obiettivi finora raggiunti. Non è stata una convention digitale classica, con tanto di filmati o di presentazione in power point del prodotto, ma un momento di confronto dialettico, in cui i relatori avevano alle spalle solo il marchio della loro azienda e di fronte una folta platea di colleghi, amici e potenziali rivali. Di conseguenza più che la validità dell’idea e del progetto si è finito con il valutare la brillantezza dell’oratore di turno,
Quotidiano Piemontese_5 Dicembre 2012

E il Piemonte ora imita la Silicon Valley

Una Silicon Valley del Piemonte, sostenuta dalla Regione. È soddisfatta Claudia Porchietto (Pdl), assessore al Lavoro e alla Formazione, dei risultati del programma digitale dell'incubatore «I3P», che appoggia le start up di giovani imprenditori nella fase di passaggio dall'idea all'azienda. Il contributo della Regione è di un milione e mezzo di euro.
Il Giornale_5 Dicembre 2012

Imprese: Treatabit, la Silicon valley piemontese

''Nasce la Silicon Valley piemontese''. Così Claudia Porchietto, assessore al Lavoro della Regione Piemonte commenta i risultati ottenuti da “Treatabit”, il programma digitale di I3P, l'incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino, che accompagna e sostiene giovani imprenditori nelle delicate fasi di trasformazione di un'idea imprenditoriale in azienda grazie ad un contributo della Regione pari a 1milione e mezzo di euro e alla collaborazione dell'ateneo e dei servizi del Mip della Provincia di Torino. ''I numeri sono da record - sottolinea - in appena un anno infatti sono stati preso in carico quarantanove team imprenditoriali che operano nel web 2.0 e nel digitale, venti di questi hanno già lanciato il proprio prodotto o servizio ondine, 7 progetti sono stati sostenuti fino a diventate imprese e 4 sono state in grado di attrarre finanziamenti privati per 700mila euro''.
LoSpiffero_04 Dicembre 2012

Porchietto, con incubatore I3P nasce Silicon Valley piemontese

"Nasce la Silicon Valley piemontese". Con queste parole l'assessore al Lavoro e Formazione professionale della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, esprime la propria soddisfazione per i risultati ottenuti dal programma digitale dell'incubatore I3P che accompagna e sostiene giovani imprenditori nelle delicate fasi di trasformazione di un'idea imprenditoriale in azienda grazie ad un contributo della Regione pari a 1milione e mezzo di euro e alla collaborazione indispensabile del Politecnico e ai servizi del Mip della Provincia di Torino.
WallStreetItalia_4 Dicembre 2012

I nuovi business crescono in Rete

Quella di «Silicon Valley piemontese» non è forse la definizione più originale che possa venire il mente, ma il concetto passa con una certa chiarezza: piccole-grandi aziende crescono, sul territorio piemontese, all'interno del comparto del digitale e di Internet. Lo dimostra il bilancio del primo anno di «TreataBit», il programma di supporto a progetti digitali con l'ambizione di diventare business, creato da I3P, l'incubatore di start-up del Politecnico di Torino. I numeri parlano di 49 team che si sono insediati all'interno della Cittadella, che sorge nei pressi di una delle nuove Spine della città.
Il Giornale del Piemonte_4 Dicembre 2012

I nuovi business crescono in Rete

Quella di «Silicon Valley piemontese» non è forse la definizione più originale che possa venire il mente, ma il concetto passa con una certa chiarezza: piccole-grandi aziende crescono, sul territorio piemontese, all'interno del comparto del digitale e di Internet. Lo dimostra il bilancio del primo anno di «TreataBit», il programma di supporto a progetti digitali con l'ambizione di diventare business, creato da I3P, l'incubatore di start-up del Politecnico di Torino. I numeri parlano di 49 team che si sono insediati all'interno della Cittadella, che sorge nei pressi di una delle nuove Spine della città.
Il Giornale del Piemonte_4 Dicembre 2012

Crescono le aspiranti "Google" di casa nostra

Sono numeri straordinari e davvero incoraggianti », dice il presidente dell’incubatore, Marco Cantamessa. E spiega: «I nostri team sono giovani, in media hanno meno di trent’anni, sono dinamici e hanno competenze solide. Soprattutto, sono interdisciplinari perché sono composti da ragazzi con diverse provenienze, che condividono la stessa avventura mettendo a fattor comune le loro conoscenze».
La Repubblica_4 Dicembre 2012
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