Home Restaurant o Social Eating? In piena era sharing economy si diffonde il fenomeno della “cena condivisa”. Ma il terreno è spinoso e la differenza tra forme di condivisione “spontanee” e realtà commerciali che cercano di bypassare le regole è sostanziale. Il caso, balzato alla cronaca in questi giorni, è quello dei controlli effettuati dai Nas negli Home Restaurant di alcune città d’Italia, tra cui Torino. Gli addetti ai lavori chiedono il rispetto delle regole, mentre i siti di Social Eating ribadiscono la loro posizione.
Certo è che la notizia fornisce l’occasione per un chiarimento sul tema.Cos’è il Social Eating? Si tratta di piattaforme, diffuse soprattutto nell’ultimo anno, che vengono utilizzate per organizzare cene ed eventi tra amici: gli eventi sono saltuari e riservati a chi ha prenotato ed è stato accettato dal cuoco; dietro non c’è un’organizzazione imprenditoriale, e lo scopo resta esclusivamente quello della socialità.Gli Home Restaurant, invece, sono realtà che organizzano eventi con regolarità e si basano su rendiconto economico. Proprio queste realtà sono state oggetto di verifiche e controlli da parte dei NAS che hanno registrato irregolarità nella somministrazione del cibo e nei giorni di apertura al pubblico delle strutture.Anche in questo caso, come sta succedendo nella guerra tra Uber e i taxi o in quella tra Airbnb e gli albergatori tradizionali, ci si divide tra chi è a favore e chi contro queste nuove forme di “economia”. [...]Dall’altro lato, Gnammo, uno dei siti più famosi di Social Eating, chiede di “differenziare l’attività di Social Eating, che è e deve restare devono restare di libero svolgimento, in ossequio ai principi costituzionali, da quella di Home Restaurant che deve avere presto una specifica normativa. “Dall’esperienza di quanto accaduto a maggio presso il bed & breakfast torinese è nata la necessità di dar vita al nostro Codice Etico, che abbiamo lanciato il 9 luglio 2015” hanno precisato i fondatori della piattaforma esponendo chiaramente la loro posizione, sia verso i propri utenti che verso le istituzioni.
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