L’ambiente spaziale comporta un adattamento e un decondizionamento fisiologico degli astronauti in risposta alla microgravità e all’assenza di atmosfera terrestre. Gli effetti sui sistemi muscolo-scheletrico, cardiovascolare e neuro-vestibolare sono significativi e anche brevi soggiorni nello spazio possono portare ad atrofia muscolare e demineralizzazione ossea.
Tra le differenti contromisure proposte negli studi e nelle sperimentazioni del settore, l’elettrostimolazione neuro-muscolare rappresenta un’area promettente. In questo contesto è nata EMSi_MK.02, una tuta “intelligente” sviluppata dalla startup innovativa pugliese REA Space, alumni di I3P e del programma ESA BIC Turin, nell’ambito di un contratto stipulato con l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
Il nuovo wearable device da poco sperimentato sul campo è progettato per “leggere” il movimento dell’astronauta tramite sensori di rilevazione biomeccanica bidirezionali e 12 sensori di elettromiografia integrata, che regolano in maniera adattiva e in tempo reale la frequenza neuromuscolare, con impulsi mirati su 48 punti di elettrostimolazione, amplificando i benefici dell’esercizio fisico in microgravità e restituendo una sensazione di movimento come se si fosse sulla Terra.
Per validare la vestibilità, i componenti e l'efficacia della raccolta dati EMG, REA ha condotto dei test in volo parabolico a Ottawa, in Canada, con l’International Institute for Astronautical Sciences (IIAS), coinvolgendo le astronaute ricercatrici Norah Patten e Shawna Pandya.
In particolare, sono stati testati connettori ed elettronica di nuova generazione, firmware, elettrodi intercambiabili e nuovo materiale ritardante di fiamma con proprietà antibatteriche, batteriostatiche, antistatiche e termoregolatrici pensate per il comfort prolungato in ambienti isolati come le stazioni orbitali. I risultati hanno confermato la solidità dell’architettura e la capacità di acquisire dati in microgravità, premessa fondamentale per le prossime fasi di ulteriore sviluppo della tuta.
Nello scorso maggio, REA Space aveva svelato la prima tuta spaziale EVA modulare, Futura Suit, all’EXPO 2025 di Osaka, parte di un percorso di crescita che la startup sta conducendo, anche grazie al contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana, per trasformare la ricerca in soluzioni concrete, pronte ad affrontare le sfide delle missioni spaziali di lunga durata.