Dall’ascolto delle esigenze dei produttori alla ricerca di tecnologie innovative, fino alla loro sperimentazione sul campo nelle aziende di diverse regioni d’Italia. È questo il percorso seguito da Terra & Tech, il programma nazionale di open innovation per la viticoltura italiana promosso dall'associazione Filiera Futura in collaborazione con I3P, l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, i cui risultati sono stati presentati nella mattinata di giovedì 24 settembre a Torino nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto 2026.
Nato nel 2023 con l’obiettivo di creare un collegamento concreto tra il mondo vitivinicolo e quello delle startup tecnologiche, Terra & Tech ha costruito la propria prima edizione a partire dai bisogni espressi direttamente dagli operatori della filiera. Il percorso è stato sostenuto da sei Fondazioni di Origine Bancaria associate a Filiera Futura: Fondazione CRC, Fondazione Cariverona, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Carifac, Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e Fondazione con il Sud, che hanno contribuito in maniera fondamentale a mettere in relazione il programma con le proprie reti territoriali di produttori.
Nel corso del 2024, cinque tavoli di confronto organizzati a Cuneo, Verona, Lucca, Polizzi Generosa (Palermo) e Cupramontana (Ancona) hanno coinvolto oltre 140 produttori e professionisti, mettendo a fuoco criticità e necessità di innovazione nei diversi territori. Dal confronto sono emerse 13 principali esigenze di innovazione, riconducibili agli ambiti operativi della vigna, della cantina e del marketing, oltre ad alcune necessità trasversali. Una mappatura che ha costituito la base per la prima call for startup internazionale di Terra & Tech, lanciata tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.
La risposta dell’ecosistema dell’innovazione ha portato più di 70 proposte progettuali provenienti dall’Italia, dall’Europa e dagli Stati Uniti. Il 56% delle candidature ha riguardato soluzioni per la vigna, il 30% per il marketing e il 14% per la gestione della cantina. Tra le tecnologie proposte sono rientrate intelligenza artificiale, Internet of Things, big data, machine learning, droni, cloud computing, realtà aumentata e virtuale, robotica avanzata.
Dopo la valutazione delle candidature, sono state individuate le 20 soluzioni più promettenti, successivamente presentate alle reti dei produttori delle Fondazioni partner. Da questo confronto sono stati strutturati 10 test sul campo nei cinque territori coinvolti dal programma: otto sperimentazioni sono già state avviate, e in alcuni casi completate, mentre due sono ad oggi in fase di definizione.
L’innovazione per la viticoltura
È nella fase di sperimentazione che Terra & Tech ha potuto dimostrare concretamente il valore del modello di open innovation adottato: partire da un’esigenza reale e testare una tecnologia innovativa sul campo nella quotidianità di un’azienda vitivinicola.
In Piemonte, nella provincia di Cuneo, la piattaforma Vigneto Sicuro, sviluppata dalla startup Trace Technologies, è stata sperimentata nelle aziende Ettore Germano e Rosanna Sandri per supportare la gestione fitosanitaria dei vigneti. La soluzione combina modelli previsionali agro-meteorologici, dati meteorologici radar e satellitari e sistemi di allerta per monitorare il rischio di sviluppo di patogeni come peronospora e oidio. I primi risultati hanno evidenziato una maggiore tempestività negli interventi e una gestione più efficiente dei trattamenti. Un elemento distintivo è l’assenza della necessità di installare sensoristica IoT fisica in campo, rendendo la soluzione potenzialmente accessibile anche alle aziende di dimensioni più contenute.
In Toscana, nella provincia di Lucca, la Cooperativa Sociale Agricola Calafata e la Tenuta Lenzini hanno sperimentato la piattaforma di Saturnalia, che integra immagini satellitari multispettrali, dati meteorologici, serie storiche degli indici vegetazionali e informazioni raccolte direttamente in campo tramite un’applicazione mobile. La tecnologia consente di seguire l’evoluzione dello stato vegetativo dei vigneti, individuare differenze di vigore tra le diverse aree e confrontare l’andamento della stagione con gli anni precedenti. La combinazione di dati da remoto e osservazioni sul campo offre così ai produttori una lettura più continua e oggettiva dello stato delle coltivazioni, a supporto delle decisioni agronomiche.
In Sicilia, presso Tenuta delle Terre Nere, la startup Hypermeteo ha portato la propria tecnologia nel monitoraggio delle condizioni meteorologiche applicate alla gestione vitivinicola. Attraverso la piattaforma MeteoCast®, la soluzione integra dati provenienti da radar meteorologici, reti di monitoraggio al suolo, satelliti e modelli previsionali ad alta risoluzione, mettendo a disposizione informazioni storiche, dati in tempo reale e previsioni. L’integrazione di fonti differenti permette di ottenere una lettura più completa delle condizioni meteo-climatiche locali e di supportare la pianificazione delle attività in vigneto e la gestione dei rischi legati agli eventi atmosferici. Presso Baglio Diar è stata inoltre avviata una sperimentazione di Vigneto Sicuro per il monitoraggio e la gestione del rischio fitosanitario.
Anche nelle Marche, nel territorio di Jesi, Vigneto Sicuro ha trovato applicazione presso Tenuta San Marcello. Parallelamente, la stessa azienda ha sperimentato Wine Suite PRO, la piattaforma di Divinea dedicata all’enoturismo e alle vendite dirette. Il sistema riunisce in un unico ecosistema digitale le diverse fasi del rapporto con il cliente, dalla scoperta dell’esperienza alla prenotazione, dalla visita in cantina all’acquisto e ai successivi riacquisti attraverso strumenti di CRM e marketing automation. Il progetto ha permesso di ridurre la frammentazione degli strumenti gestionali e di strutturare maggiormente l’enoturismo come leva di relazione e sviluppo commerciale.
Esperienze diverse per ambito e tecnologia, ma accomunate da un principio: l’innovazione viene testata a partire da un bisogno concreto e viene valutata nel contesto reale in cui dovrà essere utilizzata. Il confronto diretto con i produttori consente infatti alle startup di raccogliere feedback, verificare l’efficacia delle proprie soluzioni e individuare possibili evoluzioni, mentre le aziende possono valutarne concretamente l’utilità rispetto alle proprie esigenze operative.
Verso la seconda edizione
La restituzione della prima edizione ha rappresentato anche il momento in cui Terra & Tech delinea il prossimo capitolo del proprio percorso. Nel corso dell’incontro del 24 settembre, svolto nella Sala Agorà dell'incubatore I3P a Torino, sono state infatti condivise le prime anticipazioni sulla seconda edizione del programma, che ripartirà dall’esperienza maturata attraverso il confronto diretto tra produttori e startup, applicandola a un nuovo settore agroalimentare: quello della filiera olivicola.
Il nuovo ciclo manterrà al centro l’ascolto della filiera, con nuove attività di confronto dedicate alle esigenze concrete dei produttori, dalle quali far emergere le sfide su cui orientare la ricerca di innovazione. A questa fase si affiancherà un nuovo lavoro di scouting rivolto alle tecnologie più disruptive per il settore, al fine di intercettare soluzioni capaci di rispondere alle trasformazioni in corso e alle necessità dei territori.
"Oggi raccogliamo i frutti del progetto avviato nel 2023 e prepariamo il terreno per la seconda edizione di Terra & Tech, fedeli alla mission di Filiera Futura di promuovere soluzioni all’avanguardia e contribuire alla trasformazione delle cantine italiane, creando un ecosistema che favorisca innovazione e sostenibilità", ha dichiarato Francesco Cappello, Presidente di Filiera Futura e Vicepresidente di Fondazione CRC. "Il comparto enologico italiano eccelle per qualità, varietà e sostenibilità, mantenendo un ruolo centrale nei mercati globali. Il settore sta affrontando con flessibilità le complesse sfide del futuro, puntando sul rinnovamento tecnologico per rafforzare la propria competitività. Terra & Tech è un alleato strategico, pensato per fornire strumenti avanzati in grado di rispondere alle nuove esigenze del mercato."
"Terra & Tech rappresenta appieno la visione di I3P sul ruolo dell'open innovation come motore di trasformazione dei settori tradizionali", ha commentato Paola Mogliotti, Direttore di I3P. "Creare un ponte solido e strutturato tra l'ecosistema delle startup tecnologiche e le reali necessità delle aziende vitivinicole era una sfida complessa ma importante. Veder passare questo progetto dall'ascolto dei territori alla sperimentazione concreta sul campo conferma l'efficacia di un modello capace di generare un impatto reale, sostenibile e replicabile su scala nazionale. Siamo orgogliosi di aver affiancato Filiera Futura e le Fondazioni partner in questo percorso, portando le migliori tecnologie al servizio dell'eccellenza del nostro Made in Italy, e siamo al lavoro sulla preparazione congiunta della prossima edizione dell’iniziativa."